La storia del St.Pauli nel libro di Rondinelli

Ribelli, romantici e sociali.

FC St.Pauli

“Ribelli sociali e romantici” è il primo libro di Nicolò Rondinelli, giovane novarese calciatore-dirigente di una delle tante realtà di calcio popolare italiane.

Rondinelli racconta: “Il progetto del libro è in realtà l’evoluzione della tesi di laurea magistrale in Pedagogia discussa lo scorso anno. Il tema dell’elaborato è la relazione tra calcio come sistema totale comprendente le dimensioni politiche, sociali, culturali e pedagogiche e la resistenza a ogni forma di dominio e assoggettamento. Il FC St. Pauli rappresenta in qualche modo un esempio di questa visione. Il libro dal canto suo approfondisce gli aspetti storici e sociali che a metà degli anni 80 hanno portato un club mediocre a diventare un fenomeno cult grazie all’intreccio tra politica di strada, lotta alle discriminazioni e calcio.Un ulteriore presupposto per la stesura del testo è stato quello di “demitizzare” il St. Pauli, analizzando gli aspetti e i motivi che ne hanno connotato la sua natura controculturale. Per fare ciò ho avuto modo di interloquire con diverse persone afferenti alla scena del tifo e dell’organizzazione del club. Sono stato a tal proposito ad Amburgo 3-4 volte tra il 2013 e il 2014. “

Come descriveresti la realtà che hai raccontato nel libro in poche righe? Se dovessi descrivere il FC St. Pauli in poche parole farei riferimento a un’immagine: quella del cordone ombelicale che lega in modo stretto la comunità del quartiere, solidale e alternativa, alla cultura del club e dei suoi tifosi, imperniata su valori come la lotta alle discriminazioni, lo spirito sociale e la partecipazione attiva.

St. Pauli non è solo una squadra di calcio, non è solo un quartiere di Amburgo, grossa e potente città tedesca e “porta sul mondo”. St. Pauli è un modo di vivere, è un modo di sentire lo sport e la vita quotidiana in maniera differente. St. Pauli è l’emanazione di una controcultura univoca che racchiude in sé in maniera sinergica l’organizzazione e la struttura della società sportiva, fondata sull’associazionismo popolare e sulla partecipazione, il network dei tifosi, ribelli e antirazzisti, e la comunità del quartiere, solidale e operaia. Ribelli, sociali e romantici, attraverso un’attenta analisi è un lavoro di ricerca sul campo, indaga e tenta di spiegare i fenomeni che rendono tanto particolare l’esperienza “sanktpauliana” in tutte le sue accezioni, dalla socialità, all’attivismo politico, dalla partecipazione popolare, alla solidarietà. Il tutto in nome di un calcio intriso di politica, inteso come strumento e motore di resistenza alle dinamiche tardocapitalistiche e dello show business odierno, nonché mezzo di promozione culturale contro ogni forma di discriminazione e razzismo.

[oltremedianews]

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