Le belle metafore… pedala

Raccontare in metafora il movimento semplice delle ruote, per descrivere salite e discese di percorsi di vita. L’Hip Hop vecchia scuola di Franky hi nrg è un monito per le nuove generazioni.

“Scriviam la nostra storia usando biciclette, inseguendo la memoria su strade molto strette, su per le salite senza avere una borraccia, giù per le discese con il vento sulla faccia. Perché la bicicletta non importa dove porti, è tutto un equilibrio di periodi e di rapporti, è tutta una questione di catene e di corone, di grasso che lubrifica la vita alle persone. Come nella vita c’è una ruota che gira, una ruota che spinge e con quest’aria che tira se una ruota si fora la caduta è sicura: una toppa ripara, una ferita si cura. Non avere paura che sennò ti deconcentri, devi far coincidere i pesi e i baricentri. L’impegno di coppia per un singolo momento: due le forze in gioco, un solo movimento. Pedala – insegui la tua storia ovunque vada Pedala – macina chilometri di strada Pedala – l’hai voluta tu la bicicletta Pedala – più in fretta Pedala – più in fretta… Se è libero il pignone lo sceglie la corona, che attraverso una catena condiziona il moto del sistema: monarchia meccanica che ha giurato fede eterna alle leggi della fisica. Statica, termodinamica, quasi democratica se quando si ferma si va a ruota libera, o tirannica, con la fissa dello scatto, senza i freni che difendon dall’impatto. È mansione del pignone fare la rivoluzione, portare il movimento in ogni direzione, in costante acrobazia irradia l’energia dal centro fino alla periferia. È solo una questione di rapporto tra ingranaggi e tutto gira liscio fino a che non ti scoraggi, che l’unico motore qui sei tu con il fiatone a spingere in salita per la vita il carrozzone. Pedala – insegui la tua storia ovunque vada Pedala – macina chilometri di strada Pedala – l’hai voluta tu la bicicletta Pedala – più in fretta Pedala – più in fretta… Sai bene che la storia è ciclica, come la pazienza è biblica e la peggior salita è una discesa ripida, repentina, tutta tornanti, serpentina, peso in avanti, giù dalla china. Come una valanga controllata precipiti in picchiata, il paesaggio vola dentro a una zoomata. Guardi dove vai, vai dove vuoi, occhi aperti e sai come stai, fai come puoi. Il traguardo arriva quando meno te lo aspetti: è un parcheggio di bici appoggiate ai cavalletti, bici abbandonate là, senza controparte, pronte a ripartire se qualcuno parte. Pronte per andare lontano, cambiando i rapporti, andandoci piano. Pensa che una volta una bici fece piangere un uomo: diventarono amici. Lei gli chiese perdono. Pedala – insegui la tua storia ovunque vada Pedala – macina chilometri di strada Pedala – l’hai voluta tu la bicicletta Pedala – più in fretta Pedala – più in fretta…”

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